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	<description>per aspera ad astra!</description>
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		<title>Diventare Genitore</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2014 16:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[federico]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se voglio veramente bene ad una persona e voglio farle il migliore augurio, beh non posso che augurarle di diventare genitore! E&#8217; vero, sicuramente è la gioia profonda che si prova alla nascita di&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/IMG_1272.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-77" src="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/IMG_1272-1024x682.jpg" alt="Federico Aurora lug2010" width="720" height="479" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se voglio veramente bene ad una persona e voglio farle il migliore augurio, beh non posso che augurarle di diventare genitore!</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; vero, sicuramente è la gioia profonda che si prova alla nascita di un figlio. Sicuramente sono le scoperte che giorno dopo giorno si fanno osservando questa creatura crescere. Potrei stare ore ed ore ad elencare i molteplici effetti e stravolgimenti che questa cosa ha avuto su di me.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo è bello ma se vogliamo anche immaginabile. La letteratura, la musica, il cinema, le arti più in generale sono pieni di esempi che raccontano questa esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora cos&#8217;è che mi ha sconvolto totalmente la vita? Qual&#8217;è l&#8217;elemento così potente da sfuggire ad ogni preannuncio e riuscire a colpirmi come nulla prima d&#8217;ora? E&#8217; difficile per me trasmetterlo perhè non è tangibile, o se vogliamo è un qualcosa di molto profondo e difficilmente raggiungibile dalle mie parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che non mi aspettavo non è fuori di me, non è mio figlio o mia figlia, non sono le esperienze che faccio vivendo con loro. La vera scoperta e meraviglia è dentro di me. E&#8217; come la larva che diventa farfalla! Capisco che diventare genitore significa evolvere tutto ciò che sei, tutto ciò che pensi, ad un nuovo stadio. E questa evoluzione è indescrivibile, ecco perchè è misteriosa e sorprendente, perchè è inaspettata.</p>
<p style="text-align: justify;">Potevo immaginare che mi sarei commosso, e l&#8217;ho fatto. Potevo immaginare che mi sarei stupito osservando la nuova vita che avevo creato, l&#8217;ho fatto. Ma mai avrei pensato che quello che ero prima, inteso come carne,ossa e pensieri venissero resettati e ridisegnati in maniera differente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per non perdermi nel labirinto dell&#8217;astrazione, rischiando di perdere, ad ogni parola, chi cerca di accompagnarmi in questi ragionamenti, facciamo degli esempi concreti.</p>
<p style="text-align: justify;">I miei genitori. Arrivato a 30 anni pensavo di sapere tutto della vita e di conoscere i miei genitori a memoria. Ero adulto, d&#8217;ora in poi c&#8217;era solo da vivere, perchè l&#8217;età dell&#8217;apprendimento era passata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa è successo da quando son diventato genitore? Prendo mio figlio in braccio, lo sollevo fino al cielo e penso che la sua vita è totalmente nelle mie mani. I soliti pensieri di responsabilità, di dubbi sul futuro, etc.. Ripeto cose comprensibili. Quello che mi succede invece è che un attimo dopo rifletto e vedo me al posto di mio figlio, e mio padre al posto mio. Immagino, visto che non lo ricordo, che ci deve essere stato per forza anche per lui un momento nel quale ha provato la stessa sensazione che sto provando ora io. C&#8217;è stato un momento in cui la mia vita era totalmente nelle sue mani e in quelle di mia madre. E gli stessi dubbi e le paure che nutro io, il sapere se ce la farò. se sarò all&#8217;altezza, li hanno provati già loro. Ma non me l&#8217;hanno mai detto. E se me lo dicevano io non gli avrei dato peso. Sarebbero stati i soliti discorsi che fanno i genitori ai figli e che i figli ascoltano si e no con sufficienza. Come probabilmente succederà  a me. Ma a me farà piacere dover assistere all&#8217;assenza di riconoscimento di bambini che non sono in grado di apprezzare quel che sto facendo per loro? E allora, cavolo, capisco che già ci sono passati i miei genitori prima di me. E i loro genitori prima di loro. Perchè anche loro che oggi si arrabbiano perchè un 90enne fa l&#8217;ostinato, quando ci si ritroveranno, penseranno: ah cavolo ecco cosa si provava!</p>
<p style="text-align: justify;">Si questo mi sconvolge. Mi commuove. Profondamente. Essere genitore è come se i ricordi di quando eri neonato, ti vengono riconsegnati da adulto. E grazie a questi ti accorgi che tutto quello che eri, diventa farfalla.</p>

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		<title>Nonno Vari</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2014 14:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[federico]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Affetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un sincero ringraziamento, a nome di tutti i familiari, a voi che siete qui questa mattina, a pregare tutti insieme per Evaristo, il nonno Vari. Ci ritroviamo ancora qui, dopo poco più di due&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/nonno_vari.jpg"><img class="size-full wp-image-54 alignleft" src="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/nonno_vari.jpg" alt="Nonno Vari" width="97" height="114" /></a>Un sincero ringraziamento, a nome di tutti i familiari, a voi che siete qui questa mattina, a pregare tutti insieme per Evaristo, il nonno Vari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ritroviamo ancora qui, dopo poco più di due mesi dall’improvvisa ed inaspettata scomparsa di sua moglie, la nonna Bina.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è un numero con cui mi piace riassumere questa storia unica: Dopo aver vissuto insieme per settant’anni, si sono separati per settanta giorni, per poi ritrovarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo periodo, seppur duro e difficoltoso, me lo ricorderò per sempre, per l’amore, l’impegno, la dedizione ed il sacrificio, con cui gli siamo stati vicini. In particolare, voglio ringraziare mio cugino Marco, che si è speso nell’assisterlo quotidianamente. Penso che sia stato il più bel regalo che i figli, le nuore, i nipoti ed i pronipoti potessero fargli. La serenità di chi ha coltivato la terra per una vita e giunto alla fine dei suoi giorni ammira soddisfatto i frutti del proprio operato.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ stato lucido fino all’ultimo e mi ricordo di come mi guardava, con i suoi occhi azzurri come il cielo, quando cercava di spiegarmi che sentiva che il suo tempo volgeva al termine. E’ difficile da capire per noi che non abbiamo i suoi anni. Per noi che vorremmo rimandare sempre di più l’appuntamento con la morte. Invece lui venuta meno la sua compagna, lentamente ed inesorabilmente si è preparato e ci ha preparato a questo momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui oggi siamo tristi, come è giusto che sia, ma sereni nel saperlo sereno di nuovo insieme alla nonna Bina.</p>
<p style="text-align: justify;">E partendo da questa immagine di loro riuniti che ci guardano sorridenti dal cielo, che ho parafrasato un testo tratto da Henry Scott Holland (1847-1917) un canonico della cattedrale di St.Paul (Londra). Penso che oggi Evaristo e Bina direbbero ad ognuno di noi:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La morte non è niente. Siamo solamente passati dall’altra parte: è come se fossimo nascosti nella stanza accanto. Noi siamo sempre noi e tu sei sempre tu.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quello che eravamo prima gli uni per l’altro lo siamo ancora. Chiamaci ancora con il nome che ci hai sempre dato, che ti è familiare; parlaci nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensaci! Il nostro nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovremmo essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché siamo fuori dalla tua vista? Non siamo lontani, siamo dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il nostro cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se ci ami: il tuo sorriso è la nostra pace.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre detto e sempre dirò che mi auguro di poter trascorrere gli ultimi anni della mia vita come hanno fatto loro, e senza alcuna retorica vorrei concludere con delle parole che si sposano perfettamente con la loro storia d’amore:</p>
<p style="text-align: justify;">… e vissero per sempre felici e contenti…</p>

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		<title>Nonna Bina</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2014 14:14:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A nome di tutti noi familiari, un ringraziamento a voi che siete qui oggi, ed anche alle numerose persone che non hanno potuto intervenire, per dare l’ultimo saluto alla nonna Bina. Ho sentito di&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/nonna_bina.jpg"><img class="size-full wp-image-51 alignleft" src="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/nonna_bina.jpg" alt="Nonna Bina" width="90" height="129" /></a>A nome di tutti noi familiari, un ringraziamento a voi che siete qui oggi, ed anche alle numerose persone che non hanno potuto intervenire, per dare l’ultimo saluto alla nonna Bina.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho sentito di scrivere queste righe per ricordare e condividere insieme a voi l’affetto per una persona davvero speciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo ancora increduli, sconvolti e sorpresi da questa morte giunta improvvisa. Ancora una volta, ci rimettiamo nelle mani del Signore, poiché non possiamo sapere quando ci chiamerà al suo cospetto. Non ci è dato di conoscere il suo Disegno su di noi, scritto da Dio nel mare del silenzio, in una notte senza confini, dove non c’era niente. Un bellissimo canto dice: &lt;&lt;Se ieri non sapevo, oggi ho incontrato te e la mia libertà è il tuo disegno su di me: non cercherò più niente perché tu mi salverai&gt;&gt;. Da queste parole troviamo serenità. Il sapere che è tranquilla e che non ha più bisogno di nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">In queste ore, ci siamo ritrovati ed in più di un’occasione ci piaceva sottolineare come la sua sia stata una “bella vecchiaia”. Trascorsa con il suo compagno di vita e circondata dall’affetto dei figli, delle nuore, dei nipoti e dei pronipoti. 70 anni di matrimonio non sono solo un’invidiabile traguardo, ma sono soprattutto una testimonianza, un prezioso insegnamento a lottare e difendere ogni giorno i valori che realmente contano nella vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Bina era una persona buona. Sempre pronta ad accoglierti con un sorriso, con una battuta schietta. Amava stare in compagnia e raccontare le sue storie, le sue filastrocche con le quali siamo cresciuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Storie d’altri tempi, come quando incinta di Paolo, durante la guerra s’è fatta accompagnare a Milano per andare a trovare il marito, dovendo però scendere a Rimini e rifugiarsi per proteggersi dai bombardamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Storie di gente semplice, come le storie del Vangelo, che pur sono un dono prezioso, perché più cresco e più le avversità della vita sembrano insormontabili, più trovo forza nel pensare a quanto queste persone hanno sofferto ben più di me e lottato per darci un futuro migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, siamo esseri umani, per cui oggi soffriamo per questo lutto, soffriamo per il grosso vuoto che sentiamo dentro pur sapendo che è giusto così, che è la vita che va in questo modo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci mancherà tutto di te cara nonna. Il profumo per le scale passando davanti alla tua porta. Quante volte mi son fermato ad annusarlo. Eri una cuoca eccezionale, siam cresciuti con in tuoi cappelletti, i cannelloni, i lupini e le cresciole che nessuno sa fare come te. Ci mancherà affacciarci alla tua finestra e trovarti lì intenta a giocare a carte col nonno. Se penso ad una vecchiaia serena, penso proprio a questa immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi ti piangiamo e ci stringiamo qui per darti il nostro saluto. Da domani sapremo trovare il coraggio e le forze per andare avanti, consapevoli che ora veglierai su di noi in ogni momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro abbraccio più grande va al nonno Vari, perché più di ogni altro dovrà farsi coraggio e trovare la strada della serenità. Non sarà facile ma non sei solo e noi tutti ti siamo vicini e ti aiuteremo.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è un detto che dice &lt;&lt; I parenti non si scelgono &gt;&gt;, per cui voglio ringraziare Dio per essere tuo nipote. Sono orgoglioso di esserlo per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Te ne sei andata senza che potessi salutarti, per cui lo faccio adesso: Buon Viaggio Nonna, Ti Voglio Bene!</p>
<p style="text-align: justify;">

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		<title>Nonna Ada</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2014 14:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[federico]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Simoncelli Ada (8-2-1921 , 13-8-2008) Vorremmo per prima cosa ringraziare sinceramente tutti coloro che in questi giorni partecipano insieme a noi al dolore per la scomparsa di Ada. I vostri abbracci, i vostri sorrisi&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>Simoncelli Ada (8-2-1921 , 13-8-2008)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/nonna_ada.jpg"><img class="size-full wp-image-48 alignleft" src="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/nonna_ada.jpg" alt="Nonna Ada" width="96" height="127" /></a>Vorremmo per prima cosa ringraziare sinceramente tutti coloro che in questi giorni partecipano insieme a noi al dolore per la scomparsa di Ada.</p>
<p style="text-align: justify;">I vostri abbracci, i vostri sorrisi e le vostre parole sono per noi un dono prezioso che ci aiuta e ci dà una forza immensa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile, ora, riuscire ad esprimere con poche parole gli innumerevoli pensieri che in questi giorni scorrono nelle nostre menti, unitamente ai dolci ricordi di quando, per tanti anni, abbiamo camminato insieme lungo il sentiero della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ada era una persona buona, una moglie fedele, una madre paziente, una nonna premurosa; un meraviglioso dono di Dio, sempre pronta ad accoglierci con un sorriso, una carezza. Amava la vita nella sua apparente semplicità, ma in realtà ci ha insegnato che bisogna avere Fede in Dio e amarci gli uni con gli altri. Una cosa tanto semplice a dirsi, quanto difficile a farsi, eppure lei ci è riuscita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Beati i puri di cuore</em></strong> perché vedranno Dio (Mt. 5,8). Così recita il Vangelo e così ci piace pensare in questi momenti. Saperti in pace, sorridente, canticchiando una delle canzoni che solo tu conoscevi, dal sapore antico, mangiando spensieratamente un gelato di cui tanto andavi ghiotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ci piace saperti anche qui, vicino a noi, oggi e sempre, perché per tanti modi che possano esserci per andare in Cielo, nessuno mai potrà evitarci di piangere un po’ il distacco che oggi viviamo per la perdita di una persona cara.</p>
<p style="text-align: justify;">Hai avuto sempre premura per tutti noi, crescendo prima i tuoi fratelli e le sorelle, i tuoi figli, poi i tuoi nipoti, con la pazienza e l’amore di cui non finiremo mai di ringraziarti. Anche nella morte hai scelto questa strada particolare, che ci ha permesso miracolosamente, durante questi giorni di accudirti, di coccolarti, di baciarti e di raccontarti le nostre storie e di ascoltare le tue. Siamo entrati in comunione con te e tu non hai mai smesso di sorriderci.</p>
<p style="text-align: justify;">Oh Signore accudisci Ada accanto a Te e lascia che lei vegli su di noi fino a quando, serenamente, ci abbracceremo, di nuovo insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Con Affetto,</p>
<p style="text-align: justify;">i tuoi Cari</p>

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		<title>Non esser triste</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2014 13:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[federico]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>

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		<description><![CDATA[Il cielo smise di piovere dopo giorni e giorni di bui temporali. La gente al castello riprese, a fatica, le proprie attività. Un velo di tristezza oscurava i loro volti. I bambini inseguivano le&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>Il cielo smise di piovere dopo giorni e giorni di bui temporali.</p>
<p>La gente al castello riprese, a fatica, le proprie attività. Un velo di tristezza oscurava i loro volti.</p>
<p>I bambini inseguivano le oche ai bordi della piazza giocando con le numerose pozzanghere che si erano formate.</p>
<p>Ad un tratto, eccolo arrivare. Nessuno se lo aspettava più, tutti lo davano per spacciato! &lt;&lt;<em>..Una persona oramai finita..</em>&gt;&gt; dicevano, &lt;&lt;<em>&#8230;poveraccio, questa volta ha preso una bella botta!&#8230;</em>&gt;&gt; dicevano altri.</p>
<p>Invece lui, col suo fare lesto, prese il suo solito sgabello, vi salì con un balzo felino, e con le braccia rivolse verso il cielo cantò a gran voce:</p>
<p>- Buongiorno a tutti, ai belli e ai brutti! Poichè oggi è proprio un Gran Bel Giorno!-</p>
<p>La gente continuò a fare ciò che stava facendo un po&#8217; incredula, un po&#8217; incuriosita. Solo i bambini smisero di giocare e gli corsero incontro, attirati da lui come le api dal miele gridando&#8230;&lt;&lt;<em> è tornato il poeta, è tornato il poeta!</em> &gt;&gt;</p>
<p>E lui, sorridendo continuò:</p>
<p>- Eccomi qui gente, a rallegrare i vostri volti. Perchè non siam fatti per soffrire. E se le mie parole, così leggere ed invisibili come il vento, possono donarvi la forza e le energie per compiere le vostre gesta&#8230;.e se le mie parole sapranno mai fare breccia nei vostri cuori per farvi sentire che battono forte e che siete vivi, se di tutto questo la mia voce sarà capace, ebbene io ne sarò felice. Poichè il mio dono di donare non è andato sprecato!-</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dicendo questo fece un inchino e rialzandosi vide che la gente gli si era fatta appresso in cerchio e lo ascoltava attentamente.</p>
<p>Ora i loro volti erano più distesi, come convinti di quel che lui stava dicendo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lui riprese:</p>
<p>- Vedete, la vita è già così complicata di suo, e noi perdiamo già tanto tempo della nostra vita in cose futili, che rammaricarsi per le proprie tristezze non porta frutti ma ancora più pioggia&#8230;-</p>
<p>Poi vide una ragazza che se ne stava in disparte e la chiamò:</p>
<p>- Fatevi avanti vi prego, si voi, che ve ne state schiva da un lato. Vi prego avvicinatevi. Ancora un po&#8217;. &#8211; Le prese una mano. &#8211; Ecco, come mai vedo un velo di tristezza che oscura il vostro volto?-</p>
<p>E lei:</p>
<p>- Vedete, sono triste e soffro!-</p>
<p>- E cos&#8217;è, se mi è dato di sapere, che vi crea tanta sofferenza?-</p>
<p>- Soffro per Amore!-</p>
<p>- Soffrire per Amore? Soffrire per Amore dite?- e sospirò!</p>
<p>- Come fate a dire che soffrite per Amore, se alla parola sofferenza non è dato di accompagnarsi con quella di Amore? Non è mai sofferenza, è Vita! Non è mai sofferenza, ma Forza! Non è mai sofferenza, è Amore!-</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così scese dallo sgabello, prese e la strinse a se&#8217;, in un abbraccio che pareva immenso, tale che le mura del castello a stento potevano contenerlo; e lungo, infinitamente lungo e intenso, infinitamente intenso. Un istante durato tutta una vita!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono qui.</p>
<p>Un Poeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[dedicata a colei che poi diverrà mia moglie, trascritta il 07/09/2006]</p>

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		<title>A volte i Sogni si Avverano</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2014 08:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[federico]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[[11/05/2014: VL - Venezia] La notte ho dormito poco o niente, troppa la tensione. Alle 5 mia moglie mi chiede: ma non dormi? Alle 7 suona la sveglia, è domenica, ma io son già&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>[11/05/2014: VL - Venezia]</p>
<p><a href="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/10339756_1464716980432168_6852230186010035195_n.jpg"><img class="wp-image-69  aligncenter" src="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/10339756_1464716980432168_6852230186010035195_n-300x199.jpg" alt="" width="413" height="274" /></a><span id="fbPhotoSnowliftCaption" class="fbPhotosPhotoCaption" tabindex="0"><span class="hasCaption">La notte ho dormito poco o niente, troppa la tensione. Alle 5 mia moglie mi chiede: ma non dormi?<br />
Alle 7 suona la sveglia, è domenica, ma io son già sveglio. Alle 9:30 appuntamento a Bologna con il direttore europeo di una grossa multinazionale (si parla già per la prossima stagione, se son rose&#8230;) Poi di corsa all&#8217;Adriatic Arena, senza nemmeno pranzare, tanto chi ha f<span class="text_exposed_show">ame? Ultimi preparativi della coreografia, testardamente voluta, perchè quando c&#8217;è una festa, la tovaglia deve essere quella delle grandi occasioni! Alla presentazione delle squadre, è tutto uno sventolio di bandiere biancorosse, in una cornice biancorossa. E&#8217; come lo sognavo. Il giorno da ricordare, comunque. A prescindere dal risultato, volevo un giorno capace di emozionare i tanti intervenuti.<br />
Oggi può essere un giorno indimenticabile. Oggi i sogni possono avverarsi. Oggi, la squadra costruita con il budget più basso della storia ha la possibilità di insegnare, ancora una volta, che nello sport non contano solo i soldi, ci vuole cuore!<br />
Nel momento in cui realtà come Siena ci fanno vergognare di chi gestisce il basket, cosa che Moggi e Calciopoli a confronto sembrano quisquiglie.<br />
Nel momento in cui realtà come Montegranaro (ed altre) giocano sporco e riescono a farla sempre franca (onore e merito cmq ai suoi giocatori capaci di lottare fino all&#8217;ultimo pur non pagati, altro che mercenari!)<br />
C&#8217;è una squadra, battezzata la Cenerentola del campionato, con a capo un TOTEM di ONESTA&#8217; qual è Ario, che ha costruito la squadra con quel che aveva. Affidando a Stefano Cioppi e alla sua capacità di scovare talenti, l&#8217;incarico di costruire una squadra capace di salvarsi, pur con il budget risicatissimo. E a Sandro, coach Dell&#8217;Agnello, io dedico personalmente questa stagione, perchè più di ogni altro ha impersonato gli oneri e gli onori di chi, per tutta la stagione, è stato ultimo in classifica,null&#8217;altro potendo dire, se non di aspettare l&#8217;ultima giornata per fare i conti. Ed ha avuto ragione lui! Ed io ho pianto di gioia per le sue parole dette ai ragazzi negli spogliatoi a fine gara!<br />
La storia è lunga, ma molti di voi già la conoscono, anche se non nei dettagli. Ho avuto la fortuna e il privilegio di assistere a questo evento da vicino, vicinissimo!<br />
Potrei raccontarvi della Susy e di sua figlia Bea che mi hanno aiutato pazientemente nella coreografia.<br />
Potrei raccontarvi di Marcello che pur in piena influenza, si è imbottito di farmaci pur di essere presente per riprendere, con il suo occhio, questa serata. Storie silenziose di eroi comunque importanti!<br />
Vedere i bambini sventolar le bandierine e ricordare che, visto il budget ridotto, abbiam dovuto contrattare anche i centesimi, vero Simo?<br />
Sono tante le immagini e le emozioni che ho dentro questa notte, perchè è vero non ve l&#8217;ho ancora detto ma, abbiamo vinto, abbiamo raggiunto l&#8217;obiettivo della salvezza. Abbiamo difeso la serie A!<br />
E&#8217; stata invasione di campo, ancora una volta! Ancora più bella se possibile! La gente da fuori pensa che siam pazzi, esultiamo per le vittorie come se avessimo vinto uno scudetto. Eppure quest&#8217;anno la sofferenza ci ha unito tutti, così come la gioia per le poche (ma sufficienti) vittorie!<br />
Che dire,abbiamo passato l&#8217;anno 0, quello più duro! Stanotte lo so non dormirò ma ne è valsa la pena, ne è valsa davvero la pena!</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe src="//www.youtube.com/embed/qXrhdjYJsEA?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">photo.danilobilli<br />
video.marcellofranca</p>

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		<title>Toccare con mano un Sogno</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2014 08:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[federico]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[[24/04/2014 : VL - Bologna] Eccomi qua. Cosa sto facendo vi chiederete? Sono lì che sto andando a toccare con mano un sogno! Quell&#8217;oggetto volante non identificato, di nome Elston Turner ha appena segnato,&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>[24/04/2014 : VL - Bologna]</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/10258084_10202755341098961_5727580667795264997_n.jpg"><img class="aligncenter wp-image-31 size-full" src="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/10258084_10202755341098961_5727580667795264997_n.jpg" alt="VL- Bologna 24apr2014" width="787" height="615" /></a><span id="fbPhotoSnowliftCaption" class="fbPhotosPhotoCaption" tabindex="0"><span class="hasCaption">Eccomi qua.<br />
Cosa sto facendo vi chiederete? Sono lì che sto andando a toccare con mano un sogno!<br />
Quell&#8217;oggetto volante non identificato, di nome Elston Turner ha appena segnato, a 2 secondi dallo scadere, il canestro della vittoria.<span class="text_exposed_show"><br />
Vi faccio una domanda, quante cose riuscite a fare in 2 secondi? Provate a pensarci. Due secondi durano pochissimo meno di un respiro.<br />
Mancano 2 secondi al termine della partita e siamo sotto di 2 punti. Siamo anche ultimi in classifica, e perdere equivarrebbe praticamente retrocedere. C&#8217;è Time-Out. Pensate, c&#8217;è un signore, il nostro coach Dell&#8217;Agnello, che sta spiegando a 5 giocatori, cosa fare in 2 secondi per vincere la gara. Avrà un bel da fare. Anche chi ci capisce poco, sa quanto sia difficile.<br />
Per me è molto più facile. Sono in piedi, come gli altri 3.500 presenti. Io penso già che è finita, abbiam perso. Che siamo spacciati. Non mi vergogno a dirlo, perchè dovrei fingere di essere colui che in realtà ci ha sempre creduto fino all&#8217;ultimo? No no, io ero già all&#8217;inizio della macumba che prende a chi sa che ha raggiunto il capolinea. Sportivamente parlando, s&#8217;intende!<br />
Ma altrettanto onestamente, posso affermare che ero in buona compagnia! Un silenzio, e certe facce bianche&#8230;<br />
Ma lui no!<br />
Lo chiamano Mr Clutch, l&#8217;uomo a cui affidare l&#8217;ultimo tiro, quando la palla non scotta,USTIONA!<br />
Le squadre rientrano in campo, lui riceve palla, tira da 8 metri&#8230;BOMBA!<br />
Tre punti! Vinciamo noi, 79-78.<br />
Cosa faccio io?<br />
Niente, esattamente niente! Vedo tutto al rallentatore ma non muovo un muscolo, non emetto un suono. La gente mi passa a destra e a sinistra correndo verso i giocatori al centro del campo, urlando a squarciagola. Pandemonio più totale, la gente è impazzita.<br />
Ma io son lì, fermo!<br />
Incredulo? Sicuramente si, ma non è quello. Sono momenti in cui senti che stai per esplodere di gioia, e ti godi quella scena, poco prima di unirti alla fiumana degli impazziti!<br />
Perchè, è così che è andata dopo. Son saltato sul cubo dove si siedono i giocatori durante la partita prima di entrare in campo dopo un cambio. Da lassù potevo capire meglio cosa succedeva. Ho visto i giocatori tutti abbracciati attorno a Turner e cosi&#8217; mi ci son fiondato.<br />
Ed ecco la foto. Un attimo prima di toccare con mano un sogno. Un sogno che continua, quando ormai sembrava finito.<br />
Siamo ancora vivi!</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe src="//www.youtube.com/embed/6j3E09xD_4E?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">photo.lucatoni<br />
video.marcellofranca</p>

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		<title>THE SHOT</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2014 07:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[federico]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[[09-03-2014] VL &#8211; PistoiaA prima vista può sembrare una normale foto. Niente di particolare, nulla di più nulla di meno di migliaia di altre. Eppure io vi dico che solo questa foto potrebbe riempire&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p style="text-align: justify;">[09-03-2014] VL &#8211; Pistoia<a href="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/1174651_10202448532188930_1349159747_n.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-24" src="http://www.federicobenedetti.it/wp-content/uploads/1174651_10202448532188930_1349159747_n-300x205.jpg" alt="Elston Turner vs Pistoia 9mar2014" width="419" height="286" /></a><span id="fbPhotoSnowliftCaption" class="fbPhotosPhotoCaption" tabindex="0"><span class="hasCaption">A prima vista può sembrare una normale foto. Niente di particolare, nulla di più nulla di meno di migliaia di altre. Eppure io vi dico che solo questa foto potrebbe riempire pagine e pagine di racconti unici ed avvincenti. Chi ha appena tirato è Elston Turner Jr, appena uscito dal college in America e suo babbo, anche se per poche gare, vestì la stessa maglia, e quest&#8217;estate gli ha detto <span class="text_exposed_show">qualcosa del tipo: &lt;&lt;Vai a Pesaro e diventa Uomo!&gt;&gt;. La partita è contro Pistoia, una di quelle che non puoi perdere punto e basta. Ancor di più perchè la squadra che ti precede nella lotta per non retrocedere (Montegranaro) ha espugnato contro ogni pronostico il campo di Varese. Ma lui non lo sa di certo. Però la gente intorno si. Sente puzza di beffa. Mancano 5 secondi alla fine della gara. Tre minuti fa eravamo sotto di 12 punti e ormai sembrava tutto perduto. Eppure&#8230; siamo arrivati a 12 secondi dalla fine della partita avanti di uno, se non che i nostri avversari hanno fatto di nuovo canestro.<br />
Il nostro allenatore chiama Time-out, il loro li ha appena esauriti usandoli per spezzare la nostra rimonta. Elston questa sera ha sparacchiato&#8230;5 su 21 dal campo. Non è in serata, come tutta la squadra del resto. Abbiamo sofferto la fisicità degli avversari. Eppure&#8230;lo schema dice: palla a Elston Turner Jr.<br />
E così è. 11 secondi,10 secondi, tutti i compagni fuori per creargli spazi, solo OD re dei rimbalzi sotto le plance. 9 secondi, 8 secondi, il cuore in gola. 7 secondi, 6 secondi Elston è una spirale di finte e contro finte. 5 secondi il suo tiro. Balzo indietro per creare lo spazio di tiro. La palla esce dalle sue mani. Non si respira in quei momenti, ma in compenso si prega, tanto. Il pubblico è tutto in piedi immobile, chi a bocca aperta, chi con le mani in testa.<br />
Il basket in questa occasione è spietato. Fai canestro? Vinci di 1 punto. Sbagli canestro, hai perso!<br />
THE SHOT &#8211; Elston Turner Jr.: Pesaro batte Pistoia 75-74</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe src="//www.youtube.com/embed/lzDZScJlaZc?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">photo.lucatoni<br />
video.marcellofranca</p>

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		<title>Invecchiare</title>
		<link>https://www.federicobenedetti.it/?p=11</link>
		<comments>https://www.federicobenedetti.it/?p=11#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 May 2014 23:14:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[federico]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginate un casolare in campagna. Pensate a una calda giornata primaverile. C&#8217;e&#8217; il sole, c&#8217;e&#8217; un grande albero che fa ombra. C&#8217;e&#8217; un vecchio seduto su di una sedia di legno con in mano&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<div style="width: 346px" class="wp-caption alignnone"><img src="http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2011/09/vincent_van_gogh_735_ritratto_di_vecchio_contadino_1888.jpg" alt="" width="336" height="405" /><p class="wp-caption-text">Van Gogh &#8220;ritratto di vecchio contadino&#8221; 1.888</p></div>
<p style="text-align: justify;">Immaginate un casolare in campagna. Pensate a una calda giornata primaverile. C&#8217;e&#8217; il sole, c&#8217;e&#8217; un grande albero che fa ombra. C&#8217;e&#8217; un vecchio seduto su di una sedia di legno con in mano il bastone. Se ne sta li&#8217;, fermo, immobile. Come una persona che aspetta l&#8217;autobus, ma con la differenza che il vecchio non e&#8217; impaziente. Ai suoi piedi un cane, anche lui accucciato. E&#8217; una scena che tante volte ho visto, che tante volte ho immaginato,ma che questa volta mi balza agli occhi mentre penso e ragiono sulla vecchiaia. Ancora una volta e&#8217; il paradosso a farla da padrone. Passiamo tutta una vita lavorando e lamentandoci di non avere tempo, ed ora che questo vecchio ha tutto il giorno a disposizione, passa la maggior parte del tempo seduto su quella sedia.<br />
Ah cosa pagherei per sapere cosa pensa, cosa vede, cosa sente! A volte penso che sia una sorta di trance, che alterna momenti di veglia ad altri di sonno, nebbia a lucidita&#8217;.<br />
Deve essere una specie di effetto clessidra. Quando la nostra testa e&#8217; vuota ci adoperiamo per riempirla di granelli di sabbia, poi ce ne stiamo immobili osservando i tanti ricordi che pian piano se ne vanno.<br />
Lo penso ora si, ora che ho gia&#8217; vissuto una buona parte della mia vita, ora che quando mi comparo ad un ventenne comincio a vedere netta la differenza di energia, ora che nella mia testa ci son gia&#8217; molti granelli di sabbia.<br />
Ed ecco che quel vecchio non mi appare piu&#8217; come un rabbioso codice segreto impossibile da decifrare, ma misteriosamente egli mi appare come la mia naturale proiezione futura. Cio&#8217; a cui tendo.<br />
Ma a sconvolgermi i ragionamenti non e&#8217; tanto il vecchio li&#8217; seduto, quanto il cane ai suoi piedi. E&#8217; un essere stupido e quindi se ne sta li&#8217; senza troppe domande o troppe riflessioni, oppure e&#8217; il suo istinto a portarlo a quel livello di saggezza, al quale noi esseri intelligenti tendiamo ad arrivare dopo cotanta fatica?<br />
O per quale scherzo della vita, iniziamo la nostra caccia al tesoro fatta di tante tappe, salvo poi scoprire, all&#8217;ultimo indizio, che il tesoro e&#8217; li&#8217; in quell&#8217;apparente incomprensione di quel quadro appena descritto?<br />
Possibile che dobbiamo vivere una vita intera e spendere cosi&#8217; tanto tempo per imparare a nutrirci e trarre giovamento, dallo stare fermi, immobili, a goderci una bella giornata di primavera?<br />
Ma se questo e&#8217; siamo dunque un paese civilizzato noi? Nel quale la frenesia ed i falsi idoli, ci portano ad inseguire modelli tanto complicati quanto inarrivabili? Scalare quella montagna cosi&#8217; alta ed impervia. Ah quante lacrime, quanto sangue sputato arrampicandoci! E poi arrivati in cima, quando finalmente arrivi alla meta tanto agognata (semmai ci riesci), vedi che il premio e&#8217; una discesa di sola andata sull&#8217;ascensore che ti riporta al punto di partenza.<br />
E ti ritrovi li&#8217; fermo, seduto, con in mano il tuo bastone, in perfetta e totale armonia con il mondo. Tu, il cane ed il grande albero parlate la stessa lingua, eterna!</p>

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